La chaise longue a levitazione magnetica

Sembra uscita dalla cabina del Capitano Kirk, e promette confortevoli pennichelle comodamente sospesi a mezz'aria: è LEVITATE la prima poltrona a levitazione magnetica mai costruita.Sviluppata dall'azienda britannica Hoverit, la poltrona è realizzata in materiale acrilico, misura 2 metri di lunghezza per uno di larghezza e galleggia nel vuoto grazie a 4 coppie di potenti magneti che si respingono tra loro, regalando la sensazione di sdraiarsi su una nuvola.
Fonte: focus.it

Allarme scienziati russi: pericolo tempeste elettriche e geomagnetiche

Rapporti che circolano nel Cremlino ci stanno dicendo che i comandanti delle Forze aeree russe hanno rilasciato tutti gli avvertimenti possibili ma soprattutto un allarme generale, a tutti i piloti dei loro aeromobili, di esercitare “estrema cautela” in volo ” soprattuto intorno a” un settore definito come Latitudine Nord 17 [Oceano Atlantico del Nord] 3 Latitudine Sud [ Oceano Atlantico del Sud] per 8 Latitudine Nord [Oceano Indiano] Latitudine Sud 19 [Oceano Indiano] tra il 46 di longitudine ovest, 33 West, 46 e 33 Oriente Oriente, e che copre la maggior parte delle Placche Tettoniche AfricaneLa ragione di questo avvertimento senza precedenti, dallle relazioni di Stato, sono la rapida formazione di “tempeste geomagnetiche” provenienti dai confini dell’Unione africana delle Placche tettoniche che, a causa della loro intensità, hanno causato la perdita di due grandi aerei passeggeri nel corso degli ultimi mesi facendo morire quasi 300 tra uomini, donne e bambini.Il primo aereo ad essere abbattuto da questo fenomeno è stato l’aereo passeggeri del volo Air France 447, primo velivolo ad incontrare una di queste tempeste geomagnetiche il 1 giugno, presso il confine occidentale della Placca Tettonica dell’Africa, compresa tra Brasile e isole di Fernando de Noronha. Ciò ha comportato l’annientamento dei comandi e di tutti gli apparati elettrici di volo dell’AirBus causando la morte di 216 passeggeri e 12 membri d’equipaggio, con frammenti e pezzi del velivolo immersi nell’Oceano Atlantico.Il secondo aeromobile ad essere stato abbattuto è stato un’altro AirBus A 310, incidente verificatosi sul confine orientale dell’Unione africana della Placca Tettonica, quando un altro di questi Magnetic Worms, o tempeste magnetiche, ha colpito il volo della Yemen Airways diretta verso l’isola della Nazione Comore in Oceano Indiano, di cui 153 dei passeggeri e membri dell’equipaggio sono morti e solo una bambina è riuscita a salvarsi. Un vero e proprio miracolo, finora.Sebbene scienziati occidentali sostengono che la formazione di queste tempeste e da ricollegare con l’attività solare, il surriscaldamento dei pianeti del nostro sistema solare, dell’aumento dell’attività lavica e la creazione di un nuovo oceano, con pericolo di giganteschi Tsunami, gli scienziati russi, sostengono che oltre alla causa della misteriosa attività solare e alla assenza delle macchie solari, potrebbe verificarsi un periodo in cui la Terra sarà in pericolo per l’avvicinarsi dell’inversione dei poli. Tale inversione avviene”a causa di un ancora inspiegabile, ma estremamente potente, forza gravitazionale che raggiunge l’esterno del nostro Sistema Solare e che alcuni ricercatori danno la responsabilità al misterioso Pianeta X, e che molti credono di essere una grande stella Nana Bruna, nota agli antichi con il nome di Nibiru, conosciuto anche nella Bibbia cristiana con il nome di Marduk o Assenzio (Project Wormwood).
Questo articolo è apparso sul sito di “Segnidalcielo”, ma l’articolo originale e completo si trova a questo link http://macedoniaonline.eu/content/view/7331/53/

Una nuova grande frontiera contro i tumori: arriva dai Batteri !

Ricercatori australiani hanno scoperto e sperimentato una maniera per superare la resistenza dei tumori ai farmaci, usando nanoparticelle come 'cavalli di Troia', per somministrare agenti terapeutici alle cellule cancerose e ucciderle.
La nuova tecnica, sperimentata su topi e descritta sulla rivista Nature Biotechnology, consente di colpire direttamente con chemioterapia solo le cellule cancerose, come alternativa al trattamento corrente in cui i farmaci, iniettati nel paziente, attaccano anche le cellule sane.
In una prima fase le particelle, o minicellule, ricavate da batteri da cui e' stato rimosso il materiale genetico, penetrano nelle cellule cancerose e le disarmano rilasciando molecole di acido ribonucleico. Queste disattivano la produzione delle proteine che rendono le cellule cancerose resistenti alla chemioterapia. In una seconda ondata una settimana dopo, le minicellule chiamate EDV (EnGeneIC Delivery Vehicle), caricate con farmaci anticancro, vengono accettate nelle cellule cancerose e le uccidono.
"Il bello e' che le nostre EDV operano come 'cavalli di Troia. Arrivano alle porte delle cellule malate e viene sempre permesso loro di entrare", scrive la prof. Jennifer MacDiarmid, coautrice dello studio. "Cosi' battiamo le cellule maligne al loro stesso gioco. Loro attivano il gene che produce la proteina per resistere ai farmaci, e noi disattiviamo il gene in modo che i farmaci possano entrare".
Le sperimentazioni umane inizieranno la prossima settimana presso il Cancer Centre del Royal Melbourne Hospital con la collaborazione di scienziati dell'universita' di Melbourne, su pazienti di tumori solidi alla testa, al collo, ai polmoni, fegato e colon.
MacDiarmid ha osservato che le cellule cancerose resistenti ai farmaci sono la piu' grande minaccia alla sopravvivenza di lungo termine dei pazienti di cancro. Mentre i farmaci uccidono la maggior parte delle cellule malate, un piccolo numero di cellule cancerose puo' produrre proteine che le rendono resistenti alla chemioterapia. I tumori diventano cosi' intrattabili e continuano a prosperare, uccidendo il paziente.
Fonte: ANSA.IT

Ecco i segreti delle comunicazioni tra le Piante

E' quanto stanno facendo due gruppi di ricerca italiani, attivi presso l'universita' di Roma La Sapienza e l'Istituto di Biologia agroambientale e forestale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Monterotondo (Roma). I risultati saranno presentati nel congresso della Societa' Italiana di Biologia Vegetale in programma a Verona dal 30 giugno al 2 luglio.
- PIANTE SU MISURA: e' possibile regolare la crescita di una pianta in modo da avere radici che si sviluppano molto in profondita', oppure foglie piu' grandi, spiega Sabrina Sabatini, rientrata in Italia nel 2003 grazie alla fondazione Armenise-Harvard e ora ricercatrice del dipartimento di Genetica e biologia molecolare dell'universita' La Sapienza. E' stata lei a scoprire che la crescita delle piante e' regolata da due ormoni chiamati auxina e citochinina. "Il primo attiva la divisione cellulare, il secondo la blocca", spiega la ricercatrice. Sono i registi che guidano lo sviluppo delle cellule staminali, che nelle piante si rinnovano continuamente, facendo ricrescere foglie e rami. Adesso la scommessa e' scoprire i geni che regolano questi ormoni.
- MESSAGGI ANTISTRESS: a veicolarli sono molecole volatili, composti dall'azione antiossidante allo studio del gruppo di Francesco Loreto, dell'Istituto di Biologia agroambientale e forestale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Monterotondo (Roma). "La produzione di queste sostanze puo' essere indotta come risposta allo stress e il suo studio potrebbe avere un significato ecologico", spiega Loreto.
- PASSAPAROLA: i segnali di pericolo possono viaggiare anche all'interno della pianta, dalle parti che hanno subito un aggressione a quelle non ancora attaccate, in modo che possano mettere in atto eventuali difese. Per esempio, si e' visto che quando le foglie di una pianta sono attaccate da un insetto, le altre foglie cominciano ad emettere sostanze sgradite agli insetti, che permettono loro di allontanarli.
- PIANTE NEMICHE: che le piante possano comunicare e' un punto ancora controverso. L'unico esempio in questo senso, rileva Loreto, e' quello che accade quando una pianta parassita come la cuscuta cerca di avvilupparsi al fusto di altre piante: se queste non vogliono ospitare la cuscuta, emettono contro di essa composti che la "scoraggiano".
- INSETTI AMICI: le piante riescono a comunicare anche con organismi molto diversi, come gli insetti. Non solo le foglie, ma i fiori (come quelli di limone o della rosa) emettono molecole di un tipo se l'insetto e' "buono", come un impollinatore. Se l'insetto e' un erbivoro che divora le loro foglie, le piante emettono molecole per allontarli, molecole cosi' efficaci da essere utilizzate nella lotta biologica ai parassiti. Altre volte, conclude Loreto, le piante aggredite dagli insetti erbivori emettono invece segnali che chiamano a raccolta le loro "guardie del corpo", insetti predatori che si nutrono degli erbivori.
Fonte: ANSA.it

Ecco Lluc, nuovo antenato dell' uomo

E' nato nel Mediterraneo, e non in Africa, il più antico degli antenati dell'uomo: parola di Lluc, l'ominide vissuto 11,9 milioni di anni fa e scoperto in Spagna. Il suo "ritratto", dall'aspetto moderno rispetto a quello delle altre scimmie antropomorfe, è pubblicato questa settimana sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas. A studiare questo nuovo antenato dell'uomo, il cui nome scientifico è Anoiapithecus brevirostris, è il gruppo spagnolo dell'Istituto catalano di Paleontologia, in collaborazione con il gruppo italiano del dipartimento di Scienze della Terra dell'università di Firenze. "Il ritrovamento fornisce elementi nuovi nella comprensione della storia delle origini della nostra famiglia, Hominidae, che oltre all'uomo include orango, scimpanzé e gorilla", osserva Lorenzo Rook, del dipartimento di Scienze della Terra dell'università di Firenze, che ha partecipato alla ricerca coordinata dallo spagnolo Salvador Moyà-Solà. Lluc è stato scoperto in Catalogna, nella località l'Anoia (che ha ispirato il suo nome scientifico), presso Hostalets de Pierola. E' vissuto nel Miocene medio ma i suoi resti, pochi ma ben conservati, rivelano un aspetto moderno, con un prognatismo molto ridotto. Sono arrivati fino a noi parte della faccia e della mandibola, ma per gli studiosi sono sufficienti a dimostrare che le scimmie kenyapithecine sono da considerare il "sister taxon" degli ominidi attuali, vale a dire "il gruppo arcaico più vicino agli ominidi, quello in cui gli antenati dell'uomo affondano le radici", spiega Rook. La scoperta, prosegue lo studioso, indica inoltre che "la regione mediterranea è stata l'area di origine della nostra famiglia". Dalla ricostruzione fatta sulla base dei resti, risulta che Lluc era un maschio. Il restauro e la preparazione dei resti, spiegano gli studiosi, "sono stati molto lunghi ed estremamente delicati a causa della fragilità del reperto, ma una volta che il fossile è stato pienamente disponibile per lo studio analitico, la sorpresa è stata enorme". Il fossile, spiegano, "ha un aspetto mai visto in nessun primate fossile miocenico" e il suo aspetto "é confrontabile tra gli ominidi solamente con il prognatismo del nostro genere, Homo". Tuttavia, aggiungono, la morfologia della faccia non indica che Anoiapithecus abbia relazioni di parentela diretta con Homo, ma potrebbe essere il risultato di una convergenza morfologica. nuova ipotesi.
Fonte: ANSA.it
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